Fondazione CRO Aviano ETS avvia i lavori per il rinnovamento del Campus del CRO: un progetto per la ricerca, la formazione e il futuro dell’oncologia.

La Fondazione CRO Aviano ETS realizzerà un importante intervento di riqualificazione del Campus dell’IRCCS Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, destinando al progetto un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. L’iniziativa è stata presentata il 4 settembre nella sede della Fondazione a Pordenone alla presenza dei rappresentanti dell’IRCCS CRO Aviano, della Regione Friuli Venezia Giulia e dei professionisti coinvolti nella realizzazione dell’opera.
L’intervento prende forma a seguito del Protocollo d’Intesa sottoscritto il 30 luglio 2026 tra l’IRCCS CRO Aviano e la Fondazione CRO Aviano ETS, con l’obiettivo di realizzare le opere di manutenzione straordinaria del Campus e il completo rinnovo degli arredi della struttura. Il progetto punta a favorire una sempre più stretta integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica e formazione universitaria, rafforzando il ruolo del Campus quale luogo di accoglienza, collaborazione e crescita professionale per medici, ricercatori e specializzandi.
I lavori prenderanno avvio il 14 settembre 2026 e si concluderanno entro il 22 maggio 2027.
Il progetto prevede un intervento articolato su più livelli: edilizio, impiantistico e particolare attenzione sarà inoltre dedicata agli arredi, completamente ripensati con soluzioni su misura per garantire maggiore comfort, funzionalità e qualità degli spazi destinati all’accoglienza.
Saranno valorizzati gli spazi comuni, elemento centrale nella vita del Campus. Cucine condivise, refettorio, ambienti per il coworking e aree di incontro saranno rinnovati per favorire le relazioni professionali, il confronto interdisciplinare e la collaborazione scientifica tra studenti, specializzandi, docenti, ricercatori e professionisti del CRO.
Il progetto Campus CRO rappresenta oggi il principale progetto strategico della Fondazione. L’obiettivo è creare un ambiente moderno, funzionale e qualificante, capace di sostenere la ricerca, la formazione avanzata e la collaborazione scientifica internazionale. Il Campus costituisce infatti un’infrastruttura fondamentale per la vita dell’Istituto, un luogo nel quale ricerca, pratica clinica e formazione si incontrano quotidianamente contribuendo alla crescita professionale delle persone che operano nel campo dell’oncologia.
«La Fondazione è nata per esercitare una funzione sussidiaria nei confronti della sanità pubblica ed è dedicata esclusivamente al CRO», ha ricordato il Presidente della Fondazione CRO Aviano ETS, Michelangelo Agrusti. «Le risorse che investiamo derivano dalla generosità di cittadini, imprese, enti, associazioni e dalla scelta di destinare il 5×1000 alla Fondazione. È grazie a questa fiducia che possiamo sostenere progetti strategici per il futuro dell’Istituto».
Proprio grazie al sostegno dei donatori, a partire dal 2023 la Fondazione ha iniziato a destinare una parte delle risorse raccolte alla riqualificazione del Campus, individuata insieme alla Direzione del CRO tra le priorità strategiche per il futuro dell’Istituto.
L’importanza dell’intervento è stata sottolineata dal Direttore Scientifico del CRO, Gustavo Baldassarre, che ha evidenziato il ruolo sempre più centrale dell’ospitalità nella capacità di attrarre nuove professionalità: «Rinnovare il Campus è importantissimo perché dobbiamo essere pronti a ospitare ricercatori provenienti dall’estero e giovani specializzandi. Disporre di una struttura capace di accoglierli in maniera adeguata ci consente di avere una visione molto più ampia anche rispetto al ricambio generazionale che dovremo affrontare nei prossimi anni». Baldassarre ha inoltre voluto riconoscere il contributo della professoressa Silvia Franceschi, già Direttore Scientifico del CRO, che ha accompagnato il progetto fino alla sua fase di realizzazione.
Anche il Direttore Generale dell’IRCCS CRO Aviano e dell’ASFO, Giuseppe Tonutti, ha evidenziato il ruolo strategico della struttura per accompagnare la crescita dell’Istituto: «L’arrivo della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica ha creato nuove esigenze e, se nei prossimi anni si aggiungeranno ulteriori percorsi formativi, dovremo essere pronti ad accogliere professionisti che scelgono il CRO per periodi anche lunghi. Per fare ricerca di qualità servono competenze, casistica e collaborazioni. In questo quadro il Campus rappresenta un elemento fondamentale perché contribuisce a creare le condizioni necessarie per lo sviluppo dell’attività scientifica, formativa e assistenziale dell’Istituto».
La stessa Silvia Franceschi ha ricordato come l’iniziativa nasca dall’esigenza di garantire continuità e qualità a una struttura che ospita stabilmente giovani professionisti della ricerca e della medicina: «Un edificio delle dimensioni del Campus, con il suo elevato turn-over di ospiti, richiede una manutenzione costante, non sempre conciliabile con le molte necessità e le nuove acquisizioni richieste da una struttura sanitaria. Per questo abbiamo proposto alla Fondazione di farsi carico di alcuni interventi prioritari, che saranno realizzati anche grazie alla collaborazione di prestigiose aziende del territorio. Attraverso il rilancio del Campus potremo rendere il CRO ancora più attrattivo per giovani professionisti che desiderano intraprendere percorsi di alta formazione e ricerca».
Il valore strategico dell’intervento è stato evidenziato anche dall’Assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha richiamato il tema del capitale umano come fattore determinante per la sostenibilità futura del sistema sanitario e della ricerca. «Oggi la capacità di attrazione non riguarda più soltanto i pazienti, ma soprattutto le competenze professionali. Medici e ricercatori scelgono organizzazioni solide, tecnologie avanzate e contesti capaci di offrire opportunità di crescita e di sviluppo». In questa prospettiva, il rafforzamento della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica dell’Università di Udine, la valorizzazione e stabilizzazione dei ricercatori e la capacità di costruire relazioni internazionali rappresentano leve decisive per consolidare il ruolo del CRO come centro di eccellenza.
I numeri confermano l’importanza del Campus per la vita dell’Istituto. Dal gennaio 2024 al giugno 2026 la struttura ha accolto 155 giovani professionisti, tra borsisti e dottorandi (25%), medici specializzandi (54%) e studenti in stage (21%), per un totale di quasi 26.000 presenze notturne. Un’attività che testimonia il ruolo sempre più rilevante del Campus nell’accompagnare lo sviluppo della ricerca, della formazione specialistica e dell’attività clinica del CRO.
La Fondazione desidera ringraziare tutti coloro che, attraverso donazioni liberali, lasciti testamentari e la destinazione del 5×1000, contribuiscono a rendere possibili interventi come il nuovo Campus perchè puntare sul Campus significa investire nella ricerca, nella formazione e nelle persone che costruiscono il futuro della cura oncologica.